La Grotta di Melidoni merita una sosta durante il tuo viaggio a Creta. Incastonata sul versante del monte Kouloukonas, questa cavità calcarea colpisce per le dimensioni della sua sala principale e per le sue concrezioni. Siamo rimasti affascinati dal mix di bellezza geologica e memoria storica che regna in questi luoghi, poiché la grotta custodisce anche una testimonianza commovente della storia cretese.
In questo articolo troverai le nostre foto e tutti i nostri consigli per goderti al meglio la tua visita alla Grotta di Melidoni.

Si tratta di un’opinione completamente indipendente, basata sulle nostre esperienze. Abbiamo visitato la regione in modo anonimo, facendo le nostre scelte e pagando interamente le nostre fatture.
Perché visitare la Grotta di Melidoni?
Vale la pena visitare la Grotta di Melidoni? La nostra opinione:
Sì, la Grotta di Melidoni merita una visita. Ci sono piaciute le dimensioni della sua sala principale e la varietà delle sue concrezioni calcaree. Il luogo si distingue anche per il suo passato archeologico e per l’ossario che commemora un episodio significativo della storia cretese, il che conferisce alla visita una profondità che non si trova in tutte le grotte dell’isola.
Scendere in almeno una grotta è una delle cose da non perdere a Creta.

Perché la Grotta di Melidoni è famosa?
La grotta, chiamata anche «Gerondospilios» (la vecchia grotta), deve la sua fama a due aspetti ben distinti. Da un lato, è famosa per la sua importanza archeologica: al suo interno sono stati rinvenuti utensili neolitici e un’ascia a doppia lama in bronzo, oggi conservata al Museo Archeologico di Heraklion.
D’altra parte, è tristemente famosa per il massacro che vi ebbe luogo nel XIX secolo sotto l’occupazione ottomana. Abbiamo anche scoperto che la leggenda collega questo luogo al gigante di bronzo Talos, mitico guardiano di Creta, il che aggiunge una dimensione mitologica alla visita.

I nostri momenti preferiti
Ecco i momenti che ci hanno colpito di più durante il nostro soggiorno:
- La scoperta della Sala degli Eroi, immensa e illuminata con cura, che già all’ingresso ti fa capire tutta la grandezza della grotta.
- L’osservazione delle stalattiti e delle stalagmiti, alcune delle quali si uniscono per formare colonne impressionanti.
- Il momento di raccoglimento davanti all’ossario, un momento carico di emozione che ci ha ricordato l’importanza storica di quel luogo.

DOVE ALLOGGIARE A Rethymno
I nostri preferiti: quartieri e hotel
Nel centro storico
Hotel Palazzino Di Corina – Vedi foto e disponibilità
Nel centro della città
Boutique-Hôtel Pepi – Vedi foto e disponibilità
In riva al mare
Hotel Nautilux – Vedi foto e disponibilità

Come arrivare e mappa: Grotta di Melidoni, Rethymno
Dove si trova la Grotta di Melidoni?
- A circa 1,8 km a nord-ovest del paese di Melidoni, nella regione di Rethymno, sul versante sud del monte Kouloukonas.
- Tempo di percorrenza da Rethymno: circa 35 minuti
- Tempo di percorrenza da Heraklion: circa 1 ora e 15 minuti
- Tempo di percorrenza da Chania: circa 1 ora e 40 minuti
- Ecco una mappa per aiutarla a trovare la strada:

Come arrivarci?
L’auto è l’unico modo per arrivare alla grotta.
Da Rethymno o Heraklion basta seguire la strada statale E75, poi prendere l’uscita in direzione di Perama e Melidoni. Una volta arrivati al paese, i cartelli ti guideranno fino al sito. La strada è in buone condizioni, solo un po’ più stretta negli ultimi centinaia di metri.
I mezzi pubblici sono meno comodi: non c’è nessuna linea che arriva direttamente alla grotta, quindi dovrai raggiungere Perama in autobus e poi proseguire a piedi.

Parcheggio
C’è un parcheggio gratuito proprio all’ingresso del sito.
È asfaltato, molto lungo e leggermente in pendenza.

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Consigli utili: durata, orari, mangiare…
Il momento migliore per visitare
Ti consigliamo di venire fuori dagli orari di punta, magari la mattina presto, per goderti la tranquillità della sala principale. La naturale frescura della grotta la rende anche una tappa piacevole durante le ore più calde della giornata in estate
Durata della visita e principali difficoltà
Metti in conto dai 20 ai 30 minuti per visitare la sala aperta al pubblico. Per accedervi bisogna salire una scala di circa quaranta gradini, il che potrebbe rappresentare una difficoltà per chi ha difficoltà motorie o non è molto sicuro sui propri piedi. Inoltre, il pavimento della grotta è umido e a volte scivoloso: indossa scarpe adatte.

Consigli su come visitare
La visita è limitata a un’unica sala aperta al pubblico, la Sala degli Eroi. Gli altri spazi della grotta, come il Carrefour (Stavrodromi), la Sala Pashley o la Sala delle Tende, sono chiusi al pubblico per motivi di tutela archeologica.
Visita con i bambini
Non viene menzionato alcun percorso didattico specifico per i più piccoli. La visita rimane comunque accessibile ai bambini, che in genere apprezzeranno l’atmosfera particolare della grotta e le sue impressionanti concrezioni. Fai però attenzione alle scale di accesso e al pavimento, che a volte può essere scivoloso.
Orari e prezzi
- Durante la stagione estiva, la grotta è aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:30.
- In inverno è aperta solo il sabato e la domenica dalle 10 alle 16.
- Il biglietto d’ingresso costa 5 € per gli adulti e 4 € per gli studenti.
- Le ultime notizie sul sito web ufficiale qui.

Restauro
All’ingresso del sito c’è un bar con vista sulla valle. Altrimenti, il paese di Melidoni, a pochi minuti di macchina, dove ti aspettano diverse taverne tradizionali.

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Geologia e concrezioni
Appena varcato l’ingresso a volta della grotta, ti ritrovi nella Sala degli Eroi, l’unica parte aperta al pubblico. Siamo rimasti colpiti dalle sue dimensioni: è una delle sale sotterranee più grandi di Creta, con un soffitto che raggiunge un’altezza impressionante.

Per cominciare, la Grotta di Melidoni affascina per la ricchezza delle sue formazioni calcaree. Abbiamo ammirato stalattiti e stalagmiti di dimensioni imponenti, alcune delle quali si uniscono per formare grandi colonne naturali.
Il sito comprende in realtà diverse sale, ma solo la Sala degli Eroi è accessibile ai visitatori: il Carrefour (Stavrodromi), la Sala Pashley, la Sala delle Rocce, la Camera di Katavothra e la Galleria (Iperoon) rimangono chiuse, soprattutto per motivi di tutela archeologica e di sicurezza.

Purtroppo, nel corso dei decenni alcune concrezioni sono state danneggiate da visitatori poco rispettosi, il che spiega in parte queste restrizioni di accesso. Nonostante ciò, questa sala unica ti lascerà un ricordo indelebile, grazie alla sua atmosfera davvero speciale, a metà strada tra il mondo minerale e quello dei ricordi.
Prenditi il tempo per visitarla. Alza lo sguardo e osserva le diverse forme e i vari colori!

Luogo che ricorda un massacro che ha segnato la storia di Creta
Al centro della sala troneggia l’ossario, un monumento commemorativo che raccoglie le ossa delle vittime del massacro del 1824. Appuntamento davanti a questo “Mnemion” per capire il significato simbolico del luogo, ricco sia di storia che di formazioni minerali.
I cretesi considerano ancora oggi questo posto un luogo di raccoglimento, proprio come i grandi monumenti commemorativi dell’isola.

Nell’ottobre del 1823, mentre la rivoluzione cretese era in pieno svolgimento contro l’occupante ottomano, circa 370 donne e bambini, insieme a una trentina di combattenti, trovarono rifugio nella grotta per sfuggire alle truppe del generale Hussein Bey. Quest’ultimo circondò il sito e pretese la loro resa, che però rifiutarono. Dopo diversi mesi di assedio e tentativi falliti di stanarli, gli ottomani finirono per appiccare un enorme incendio all’ingresso della grotta, nel gennaio 1824.
Senza aria e circondati dal fumo, tutti i rifugiati morirono. Abbiamo saputo che questo episodio è rimasto, ancora oggi, impresso nella memoria collettiva dei cretesi, proprio come altre tragedie della lotta per l’indipendenza.

Un sito archeologico e mitologico davvero straordinario
La Grotta di Melidoni affascina anche per il suo passato archeologico. Nel 1928 vi sono stati rinvenuti utensili del Neolitico recente, a dimostrazione del fatto che il sito fosse già abitato diversi millenni prima della nostra era. Nel 1940 è stata portata alla luce una doppia ascia di bronzo: oggi è esposta al Museo Archeologico di Heraklion.
Dei scavi più sistematici, condotti nel 1954 dall’archeologo P. Faure, hanno portato alla luce reperti ceramici risalenti al periodo minoico recente, all’epoca geometrica e all’epoca romana, alcuni dei quali sono esposti al Museo Archeologico di Rethymno.

Dal punto di vista mitologico, la leggenda collega la grotta al gigante di bronzo Talos, guardiano di Creta, che, secondo il mito, ne faceva il giro due volte al giorno per respingere gli invasori. Un’iscrizione romana, ritrovata sulla parete dell’ingresso, collega inoltre il sito al culto di Ermes. Scoprendo questi elementi, capirai perché questo luogo riunisce così tanti strati storici in un unico spazio.

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La storia in breve
La Grotta di Melidoni ha attraversato diversi millenni di storia. Ecco una sintesi delle date più importanti da ricordare:
- Già dal Neolitico recente: la grotta era usata come abitazione. Nel 1928 vi sono stati rinvenuti utensili risalenti a quel periodo.
- Periodo minoico medio (circa 2100-1600 a.C.): il sito diventa un luogo di culto. Secondo la leggenda, sarebbe stato associato al gigante di bronzo Talos, mitico protettore dell’isola.
- Epoca labirintica (VII secolo a.C.): qui si venerava una divinità femminile.
- Epoca romana: un’iscrizione ritrovata all’ingresso della grotta collega il sito al culto di Ermes.
- Ottobre 1823: circa 370 donne e bambini, accompagnati da una trentina di combattenti, si rifugiano nella grotta per sfuggire alle truppe ottomane comandate da Hussein Bey, nel pieno della Rivoluzione cretese.
- Gennaio 1824: dopo diversi mesi di assedio senza successo, gli ottomani appiccano un incendio all’ingresso della grotta. Tutti i rifugiati muoiono asfissiati dal fumo.
- 1928 e 1940: alcuni scavi, inizialmente clandestini, hanno portato alla luce degli utensili neolitici e poi un’ascia a doppia lama in bronzo.
- 1954: alcuni scavi più sistematici, condotti dall’archeologo P. Faure, portano alla luce reperti ceramici risalenti al periodo minoico recente, all’epoca geometrica e all’epoca romana.
- 1987: vengono avviati degli scavi di salvataggio, proprio mentre il sito sta per essere aperto al turismo.

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